La Musica delle Parole, 12 maggio 2010

Musica Parole illustrazione

Tri tri tri
Fru fru fru
Uhi uhi uhi
Ihu ihu ihu
Il poeta si diverte
pazzamente
smisuratamente.
non lo state a insolentire
lasciatelo divertire
poveretto
queste piccole corbellerie: sono il suo diletto
Cucù rucù
Rucù cucù
Cuccuccuccurucù!
Cosa sono queste indecenze?
Queste strofe bisbetiche?
Licenze, licenze
Licenze poetiche.

Aldo Palazzeschi

La musica delle parole
Laboratorio poetico
mercoledì 12 maggio 2010
Reparto di Ematologia Pediatrica
Ospedale San Gerardo di Monza

Diario

La poesia che diverte

Giocare con le parole, mescolarle, deformarle, trasformarle. Liberarle per rincorrerle. È un’allegra esperienza, un viaggio leggero nel linguaggio che folleggia. È la ricerca della “leggerezza”. È la poesia che diverte.

Carlotta è una bambina di otto anni con una simpatia travolgente. Mi parla del suo compagno di classe Mario Gervasini e dei continui dispetti che, insieme ai suoi compagni, fa ripetutamente all’amico “ciccione”. «Mario è grassissimo, tanto grasso che in palestra è un vero disastro» mi ripete Carlotta. «Lo chiamiamo professore, perché sa sempre tutto, non sbaglia mai nulla»

Carlotta scrive la sua prima poesia divertente:

Musica Parole, illustrazione

Il Re Infelice, Botero

Il mio compagno di scuola che porta i pannolini

Mario è ciccione come il montone
ci stringe tanto forte
che nessuno gli fa la corte.

Mario ha talmente tanta pancia
che sfonda la bilancia
si veste da maestra
ed è un carciofo in palestra.

Questa poesia è dedicata
a quell’enorme gigante frittata
di nome Mario detto elefantini
che porta sempre solo i calzini

Carlotta, anni 8


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