Progetto: L’autunno delle donne

Progetto L'autunno delle donne

ADA Associazione Danze Antiche

Zeroconfini Onlus

L’associazione culturale umanitaria Zeroconfini, in collaborazione con ADA (Associazione Danze Antiche, Milano), si sta adoperando per la realizzazione di un progetto di solidarietà finalizzato alle donne detenute, L’autunno delle donne, tra Medioevo e Rinascimento.

Casa Circondariale di Sanquirico, Monza
— a cura di Antonetta Carrabs e Chiara Gelmetti

L’iniziativa prevede tre incontri di danze antiche, musica e poesia, con cadenza bimestrale, presso il carcere di Monza.

Monza, 12 ottobre 2008

Il viaggio circolare
Il 300 tra Oriente e Occidente

Il viaggio “circolare”, affidato alla recherche delle possibilità e delle alternative piuttosto che al principio di realtà, permette di entrare nella propria esistenza per estrarne il senso, con lo scopo di continuare la costruzione, dipanando quel filo del tempo ritrovato che contiene l’essenza della vita vera, anche se esiliata. Ed è attraverso il riconoscimento delle intermittenze del cuore che si possono percepire luminosi frammenti di una vita che, anche se straziata e dispersa nell’ombra, può magicamente costruire. Una sfumatura di luce che prende forza e brilla attraverso la parola, il movimento e la leggerezza della musica e del canto che risuonano e fanno cerchio in un’insolita serenità della speranza.

  • Notte di Sine di Leopold Sédar Senghor — Letture di Antonetta Carrabs
  • Il giardino di Lu di Vinicius de Moraes — violino: Davide Santi
  • El Rey de Francia Danza Sefardita (Smirne)
  • Tempus transit gelidum da “Carmina veri set amoris”, anonimo XI
  • Dance en ronde Danza in tondo — Prova di farandola con le partecipanti

Monza, 21 dicembre 2008

L’amor che muove il sole e l’altre stelle
Il 400 e l’Umanesimo

Il bello
è il simbolo
del bene morale
—Immanuel Kant

La Bellezza è l’espressione visibile del bene e diventa non l’appendice all’esistenza, ma l’esistenza stessa, bella o brutta che sia nei suoi diversi contenuti e nelle sue svariate forme. Platone riconduce la Bellezza ai principi della forma, della simmetria e dell’armonia, affermando che: “la potenza del Bene si è rifugiata nella natura del Bello”. C’è una profonda connessione fra il Bello e il Bene: il Bene è il valore più alto e la Bellezza che salva (“la bellezza salverà il mondo”, Norwid-poeta polacco) è l’espressione visibile del Bene.

Tardi ti ho amato, bellezza
tanto antica e tanto nuova,
tardi ti ho amato!
—S. Agostino

La Bellezza come pienezza di vita, con la sua armonia serenatrice, ma anche con il suo pathos e con il suo lirismo. Il Bene diventa un’idea, un’ideale che deve orientare l’agire umano, in un processo di crescita dove l’amore diventa desiderio del Bello e del Bene.

Siddhartha

E tutto insieme, tutte le voci
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutte le gioie, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita.
—Hermann Hesse

L’artista vive una peculiare relazione con la Bellezza nella sua ricerca attraverso i molteplici sentieri dell’arte e per questo può condurre a quell’oceano infinito di bellezza dove lo stupore si fa ammirazione, ebbrezza, indicibile gioia. L’idea del bello è, quindi, nella poesia e nell’arte e può aiutare a sfiorare la parte più profonda dell’animo umano, facendo vibrare la meraviglia fino ad alleviare la sofferenza.

  • La ruota del tempo di Wilhelm Heinrich Wackendroder — Letture di Antonetta Carrabs, Claudia Beatrice Zanini,: arpa.
  • Lauro Lorenzo De Medici (1442-1492)
  • Petite Riesce Guglielmo Ebreo (1463)
  • Anello Domenico da Piacenza (1450)

Monza, 22 febbraio 2009

Il valore della vita:
il 500, il Rinascimento

Oh isola maculata di spuma che per me
non eri niente, persino un dolore come il mio
in questa notte di meravigliosa bellezza
tu hai il potere di guarire!
—Akashi, l’isola di Awaji

La necessità di ubbidire a valori quali il coraggio, la lealtà e perseguire la propria compiutezza in un percorso che muove alla disciplina morale, uscendo dall’oscurantismo. La necessità di confrontarsi con sincerità con un determinato destino e cogliere quel bisogno di costruire la propria scialuppa della speranza, riacquistando la dignità di uomo con la consapevolezza e la fiducia per la vita che riserva ancora infinite possibilità.

  • I tuoi occhi; Prima che bruci Parigi Nazim Hikmet — Letture di Antonetta Carrabs; Musica celtica-salterio: Michele Sangineto
  • Musiche e danze:
  • Pavana Belle qui trient ma vie Thoinot Arbeau (1589)
  • Bransle Schiarazula Marazula Giorgio Mainerio (1578)
  • Ballo del fiore Fabrizio Caroso (1600) — Prova di Pavana con le partecipanti
Datemi una barca…

Voglio trovare l’isola sconosciuta, voglio sapere chi sono quando ci sarò.
-Non lo sapete?
-Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei.
-il filosofo del re, quando non aveva niente da fare, veniva a sedersi accanto a me, mi guardava rammendare le calze dei paggi, e a volte si metteva a ragionare, diceva che ogni uomo è un’isola, ma io, siccome la cosa non mi riguardava, visto che sono una donna, non gli davo importanza, voi che ne pensate?
-Che bisogna allontanarsi dall’isola per vedere l’isola e che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi.”
—Josè Saramago, L’isola sconosciuta

Quella cetra era intonata in chiave d’autunno, e lei la sonava con sentimento così tenero che sebbene la musica venisse di dietro le persiane chiuse, sonava moderna e appassionata, e del tutto in accordo con la mite bellezza del chiaro di luna
—Genji Monogatari



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