Evento: Il silenzio delle margherite

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

ZEROCONFINI ONLUS
in collaborazione con il COMUNE di MILANO
per la sensibilizzazione sulla violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle donne
Il silenzio delle margherite - Locandina. Clicca per PDF

Il silenzio delle margherite – Locandina. Clicca per PDF

Continua la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne promossa da Zeroconfini Onlus. Quest’anno ci occuperemo del dramma delle spose bambine e dei loro diritti calpestati. Utilizzeremo ancora il teatro come forma di denuncia perché riteniamo che la narrazione sia il mezzo più efficace per scuotere le coscienze. La collaborazione di  Zeroconfini Onlus con il Comune di Milano e in particolare con l’assessore Pierfrancesco Majorino e la Casa dei Diritti, continua da alcuni anni con successo. Il silenzio delle margherite, dopo Il Processo nel Processo dello scorso anno, ha avuto anche quest’anno il patrocinio della Sezione Fidapa BPW Italy Modoetia Corona Ferrea di Monza.

Evento: Il silenzio delle margherite

10 novembre ore 9,30 Milano Sala Alessi di Palazzo Marino Piazza della Scala 2

Introduce Antonetta Carrabs  Presidente dell’associazione Zeroconfini Onlus

Saluti istituzionali

Pierfrancesco Majorino – Assessore Politiche sociali, Salute e Diritti
Giulio Gallera – Assessore alla Sanità Regione Lombardia
Leda Mantovani – Presidente FIDAPA Bpw Italy Distretto Nord Ovest

Prima rappresentazione teatrale – Ore 10,00:
BAMBINE A NOZZE con Margò Volo

Fotografia Francesca Ripamonti
Drammaturgia Luisa Gay

Conferenza La violenza sulle donne, una battaglia culturale – Ore 10,35

Joseph Moyersoen Giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Milano
Giuseppina Seidita Chair of the Projects Standing Committee FIDAPA BPW ITALY
Daria Colombo Delegata del Sindaco alla Parità di Genere
Paola Pica Corriere della Sera 27 Ora
Fiammetta Casali Presidente Comitato UNICEF di Milano
Albeto Giasanti Sociologo del Diritto – Università degli  Studi di Milano-Bicocca.

Seconda rappresentazione teatrale – Ore 11,45 Il silenzio delle margherite

Con le danzatrici di A.D.A. Associazione Danze Antiche in collaborazione con l’Accademia Aloysius e con la partecipazione straordinaria di Anna Olkhovaya e di Marco Bendoni

Scenografie Maria Micozzi – Drammaturgia Chiara Gelmetti

Bambine a nozze da Il Silenzio delle margherite

Sposa venduta per un feudo (1000)
Monaca per forza (1600)
Bambina a corte (Barbarina, Mozart, 1700)
Matrimonio combinato nell’800 borghese
Cina, bambina sposa con i piedi legati (Primi 900)
India, sposa bambina annegata  (adesso)
Africa, bambina  rapita da Boko Haram (adesso)

Ho molti nomi. Perché esisto da sempre. Per i Caldei ero Isthar, la stella che splendeva prima che fosse creata la luna, in Egitto ero Iside velata, la madre della notte. Per gli Ebrei ero Lilith, luna nera, la sposa segreta di Adam Kadmon….Prima degli dei dell’Olimpo ero la Potnia Theron, madre del mondo. Nelle foreste dei Celti ero Grainné, ma anche Morgain, dono del mare…. nei Tarocchi sono la Papessa. Qui, nel mio luogo senza spazio, nel mio tempo senza giorni io dimoro, più vecchia del mondo, e custodisco la memoria delle donne.Vecchie donne sapienti, giovani donne ignoranti, sante e sgualdrine, vittime e assassine…In ognuno di questi flaconi c’è un ricordo.

Questi pezzetti di carta? Questi mi sono cari: sono le storie delle spose bambine, quelle che non hanno conosciuto la gioia. Ma solo l’oltraggio e la morte. Mi arrivano quando soffia il vento australe: nell’aria, o sulle ali delle colombe, o legate alla coda di un aquilone, o galleggiano sull’acqua. Sono tante.

Senza andare troppo lontano, lasciamo stare gli assiri, i greci, i romani …cominciamo dall’ultimo millennio. Paesi lontani? Civiltà barbariche? Qualcuna.  Ma anche qui da voi, nel vecchio continente……

Ecco, questa viene dall’anno mille, da un paese della Francia…

“Anche se ero una femmina, mia madre voleva che andassi a scuola. Puoi diventare una maestra, un dottore, diceva. Da noi non ce n’è abbastanza. C’è solo sabbia, vento, mucche magre, poca acqua. Alla missione un grosso uomo bianco, che chiamavamo padre, mi insegnò a leggere, a scrivere. Una donna gentile mi spiegò che con l’acqua del pozzo bisognava lavarsi le mani, ma per bere era meglio bollirla. E che avrei potuto spiegarlo a quelli del mio villaggio. Dalla lontana europa arrivavano scatole di latte dolce e vestiti colorati. Era un mondo nuovo… finché… I guerrieri neri arrivarono di notte . A tutti gli adulti tagliarono la gola, anche al buon padre, anche alla donna gentile, perché non erano credenti, secondo loro. I bambini, via, sui camion. Ne avrebbero fatto degli assassini. Le bambine…. ci misero un velo nero, dissero che saremmo diventate spose. Anch’io, anche se avevo solo dieci anni. Spose di guerrieri benedetti, dicevano, sante, pronte al sacrificio, se serviva che entrassimo in un mercato con l’esplosivo alla cintura. Il mio sposo era un ragazzo ignorante, non parlava nemmeno la mia lingua. Provai a dirgli che non ero ancora una donna, ma non mi ascoltò, e mi fece tanto male. Con un filo sottile di sangue che non smetteva più se ne andarono le mie forze, poi la mia vita. Nemmeno la sabbia ricorda il mio nome.”

Francia, anno mille.

AMINA
“Non avevo ancora otto anni, e mio padre mi ha detto . “domani sposi Kabir”. Io non l’avevo mai visto, ma una brava figlia non può disubbidire a suo padre: Il giorno delle nozze mi dipinsero le mani e i piedi con l’henné, e avevo un abito rosso e un velo d’oro. E braccialetti e anelli, e una collana di fiori profumati. C’era la musica e si mangiavano i dolci, e tutti mi dicevano che ero fortunata. Ma subito, a casa di mio marito, sua madre cominciò picchiarmi tutti i giorni. Loro due parlavano di com’ero stupida e inutile: avevo rovesciato l’acqua, avevo bruciato il pollo, non sapevo tessere…e quante cose avrebbero potuto fare con la dote che avevo portato, se non avessero dovuto sprecarla per sfamarmi. Così mi hanno strangolata di notte, e gettata nelle braccia del fiume. Quante bambine come me ho ritrovato nella corrente….”

Amina

Il male antico

Oltre un milione di bambine diventa madre prima di aver festeggiato il proprio quindicesimo compleanno. Circa 70 mila di loro muoiono di parto. Le bambine sotto i 14 anni sono occupate il 40 per cento in più del tempo, rispetto ai maschi, nei lavori domestici non pagati e nella raccolta di acqua e legna.44 milioni di bambine al di sotto dei 14 anni hanno subito mutilazioni genitali.

Oggi sono un miliardo e 100 milioni le bambine e le ragazze in tutto il mondo: la maggior parte di loro deve affrontare, fin dalla tenerissima età, sfide che è difficile anche solo immaginare. Per questo, nel 2011 le Nazioni Unite hanno deciso di istituire la Giornata internazionale delle bambine, che si celebra ogni 11 ottobre. Come ha dichiarato Ban Ki-moon, la tutela dei diritti umani, del benessere e l’empowerment di questo miliardo di ragazze in tutto il mondo diventano, quantitativamente e per il loro enorme potenziale di moltiplicatore, centrali nel raggiungimento dell’Agenda globale di sviluppo 2030.

La prima richiesta, che viene dalle Nazioni Unite e da tutte le organizzazioni che si occupano di questi temi, è quella di investimenti che rendano possibile la raccolta di dati, disaggregati per sesso: “what can’t be measured can’t be managed”, ciò che non può essere misurato non può essere affrontato. È vitale perciò che si possano avere dati di alta qualità per verificare se le politiche e le iniziative messe in atto fino a ora sono efficaci, quali sono le falle e come rimediare, come migliorare. Le difficoltà non esistono solo per le bambine nate in paesi lontani: nel nostro paese 5.080 minori hanno subito violenze nel 2015, di loro sei su dieci sono donne. Le bambine sono particolarmente invisibili, per certi versi persino più dei loro coetanei maschi. Per questo dobbiamo essere mille volte più attenti, per questo informazioni, dati, ricerche sono mille volte più necessari. Da leggere, pubblicati oggi, i rapporti Save the Children e Terre des Hommes.

Oggi nel mondo ci sono oltre 700 milioni di donne che si sono sposate in età minorile e che hanno dovuto rinunciare ad avere una crescita normale, fisica e mentale. Ogni anno 15 milioni di matrimoni hanno per protagonista una minorenne; una volta su tre – cinque milioni di casi – si tratta di una bambina con meno di 15 anni. Hanno dovuto spesso affrontare gravidanze precoci e violenze domestiche – ha sottolineato il presidente dell`Unicef Italia Giacomo Guerrera e promuovere l’istruzione delle bambine è l`investimento più potente che una nazione possa fare, perché accelera la lotta contro la povertà, le malattie, la disuguaglianza e la discriminazione di genere”.
I dati diffusi dall’Unicef sui diritti negati e sul fenomeno delle spose bambine sono preoccupanti. La comunità internazionale si è impegnata a mettere fine alla pratica dei matrimoni precoci entro il 2030, tuttavia se il numero di spose bambine nel mondo crescerà ai ritmi attuali nel 2030 avremo 950 milioni di donne sposate giovanissime e 1,2 miliardi nel 2050, sempre secondo i dati diffusi.

L’India è il Paese con il più alto numero di spose bambine, con il 47% delle ragazze, più di 24,5 milioni, sposate prima di aver compiuto i 18 anni. In India, del resto, così come in Afghanistan, Yemen e Somalia, sono numerosi i casi di spose bambine che hanno meno di 10 anni. Anche guerre e crisi umanitarie contribuiscono ad alimentare il fenomeno: molte ragazze siriane vengono costrette dalle famiglie a sposarsi in tenerissima età, nella convinzione che questo sia l’unico modo per metterle al riparo da violenze e per assicurare loro risorse e mezzi di sostentamento che le stesse famiglie non sono più in grado di garantire. Tra le ragazze siriane rifugiate in Giordania, nel 2013, una su quattro di età compresa tra i 15 e i 17 anni risultava già sposata.

FIDAPA BPW ITALY www.fidapa.com

Carta dei diritti della bambina – 2016

La versione originale della Carta dei Diritti della Bambina è stata presentata ed approvata durante il Congresso della BPW Europa, tenutosi a Reykjavik nel 1997, a seguito di un seminario tenuto da Janice Brancroft sul tema “Il futuro della bambina in Europa”.E’ un documento unico nel panorama della cultura di genere, redatto dalla BPW Europa a seguito della drammatica condizione femminile denunciata a Pechino nella Conferenza mondiale sulle donne del 1995.

Ispirata alla Convenzione ONU sui Diritti del fanciullo del 1989, a differenza e ad integrazione di questa, che pone sullo stesso piano i due generi, la Carta dei diritti della Bambina li distingue in termini di caratteristiche e bisogni, avuto riguardo alle diverse connotazioni fisiche ed emozionali. Dopo circa 20 anni, l’originaria Carta dei diritti della bambina deve essere aggiornata, in considerazione delle leggi sopravvenute in tutto il mondo e del fatto che ciò che prima era solo una speranza, ora è un diritto! La Carta deve essere letta come una premessa fondamentale per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita. La bambina deve essere aiutata, protetta fin dalla nascita e formata in modo che possa crescere nella piena consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri contro ogni forma di discriminazione.

Molte Federazioni e club della BPW sono molto attivi in questa materia, e sono stati in grado di ottenere l’adozione della presente Carta da parte delle istituzioni locali, in forma aggiornata. Ma per essere operativa, questa Nuova Carta doveva essere approvata dal Meeting delle Presidenti Europee come previsto dalle da linee guida europee, approvazione avvenuta all’unanimità durante il Meeting delle Presidenti europee in data 30 Settembre 2016. La nuova Carta dei diritti della bambina, allegata, come parte integrante, alla risoluzione approvata, consentirà a tutti gli accordi già raggiunti in conformità al nuovo testo, di essere validi e operativi. Il Comitato di Coordinamento Europeo interessa tutte le Federazioni e i Club europei della BPW a diffondere questa Carta, principalmente nei Paesi coinvolti nel problema delle donne rifugiate. BPW INTERNATIONAL Business & Professional Women BPW Europe

La nuova Carta dei Diritti della Bambina

Ogni bambina ha il diritto:

Articolo 1
Di essere protetta e trattata con giustizia dalla famiglia, dalla scuola, dai datori di lavoro anche in relazione alle esigenze genitoriali, dai servizi sociali, sanitari e dalla comunità.

Articolo 2
Di essere tutelata da ogni forma di violenza fisica o psicologica, sfruttamento, abusi sessuali e dalla imposizione di pratiche culturali che ne compromettano l’equilibrio psico-fisico.

Articolo 3
Di beneficiare di una giusta condivisione di tutte le risorse sociali e di poter accedere in presenza di disabilità a forme di sostegno specificamente previste.

Articolo 4
Di essere trattata con i pieni diritti della persona dalla legge e dagli organismi sociali.

Articolo 5
Di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole.

Articolo 6
Di ricevere informazioni ed educazione su tutti gli aspetti della salute, inclusi quelli sessuali e riproduttivi, con particolare riguardo alla medicina di genere per le esigenze proprie dell’infanzia e dell’adolescenza femminile.

Articolo 7
Di beneficiare nella pubertà del sostegno positivo da parte della famiglia, della scuola e dei servizi socio-sanitari per poter affrontare i cambiamenti fisici ed emotivi tipici di questo periodo.

Articolo 8
Di apparire nelle statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età.

Articolo 9
Di non essere bersaglio, né tanto meno strumento, di pubblicità per l’apologia di tabacco, alcol, sostanze nocive in genere e di ogni altra campagna di immagine lesiva della sua dignità.


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