OLTRE I CONFINI -BEYOND BORDES – Articoli e poesie

IO E DAVIDE di Andrea

Si può subire ogni angustia, non la mancanza di rispetto tra uomo e uomo. La giustizia può essere scomoda per alloggi e riti, ma deve conservare uno stile verso chi è nella necessità. Se non c’è cortesia non ci può essere scambio. In carcere si sta in un trasloco continuo. E’ strano che una clausura possa essere così movimentata. In questa cripta incontrai Davide, il Capoposto delle aule. E’ riduttivo e sminuente definirlo con i gradi. Da un po’ di tempo uso il tu. In questo tirocinio con orari invadenti ed estranei fissi, Davide oltre ad essere rispettoso del lavoro che svolgo da 2 anni come bibliotecario ha instaurato con me un rapporto umano. Uomo colto è l’incarnazione vivente dell’Art. 27 O.P., la rieducazione, più di qualsiasi corso. Mi ha consigliato letture di autori notevoli, non necessariamente italiani, francesi e turchi a testimonianza della sua apertura mentale. Ritrovo in lui la passione per la cultura, l’ironia ma soprattutto ed è singolare dopo 15 anni di servizio (intuito dai gradi sulla divisa ma sono di più), la voglia che è rimasta integra. Una volta gli chiesi se si era mai sentito appagato al termine del lavoro scolastico circa i percorsi intrapresi fuori dai detenuti una volta usciti. “Sinceramente no”, affermò perentorio. “Forse un caso solo”, aggiunse. Non so se qualcuno esaudirà questo suo desiderio più o meno manifestato, presente nell’inconscio. Probabilmente non sarò il primo. Mi accontenterei di sapere che non l’ho deluso. Sicuramente Davide, rappresenta il motivo per il quale non potrò mai odiare le Forze dell’Ordine. Non l’unico, non una semplice cifra di una tabellina ma un numero esponenziale. Quando non c’è, ne risente il dialogo e l’umore . Cerco sempre di non ingombrare nè in cella, nè al lavoro. Alcune frasi, battute, consigli, attenzioni le apprezzo maggiormente in quanto esulano dal suo dovere. E’ stato facile trovare un dialogo con lui, non ho la verità assoluta, o una formula da rivelare, basta essere sè stessi. Qualche volta quando è triste, vorrei assorbire quel dispiacere passeggero, di una persona che non utilizza sotterfugi e non si risparmia mai. Tuttavia non ho poteri taumaturgici. Posso dire che mi sarebbe piaciuto avere un cappello e potermelo levare per tutte quelle volte che mi ha tenuto in considerazione e che non potrò ricambiare. Perchè sotto un esilio di stenti o per inerzia, Davide è un re.

LA FINESTRA di Luigi

Tutti almeno una volta si sono detti “si è chiusa una porta e si è aperto un portone”, si cambia vita, così non si può andare avanti. Sicuramente non sono o non sono stati momenti felici quando si arriva a dirsi tanto. In verità anch’io me lo sono chiesto mentre osservavo dalla finestra. Appunto la finestra! Una finestra! La finestra è come un portale quando la spalanchi, si può osservare di tutto (volendo). Dalla mia finestra della mente se ne possono aprire tante altre. La finestra più importante e forse più impopolare, ahimè, in posti come questi è la finestra del cuore, quella meno ascoltata. Succede che, quando sei costretto a vivere in un ambiente ristretto per dodici delle ventiquattro ore giornaliere, lo spazio e il tempo si mescolano tra loro. La finestra diventa una compagna, un amico, un tappeto volante dove si può volare, sognare, ricordare e anche sperare. Quando la osservi nelle belle giornate soleggiate, avverti un richiamo spontaneo. Siamo attratti l’uno con l’altro, ci andiamo incontro, ci apriamo e ci spalanchiamo…. insieme. Questo succede un pò meno nelle giornate uggiose, piovose e fredde. Lei rimane immobile, lì, sempre al suo posto. Anche se a volte ti appare ostile è difficile schivarla e non guardarla. Hai sempre, o quasi sempre, lo sguardo fisso su di lei. Uno sguardo comprensivo e complice. Quando poi la apri e ti soffermi a guardare il cielo, vedi il sole, le nuvole, le persone, le macchine, le luci. Tutto scorre veloce davanti ai tuoi occhi mentre la mente si allinea e si apre ai ricordi. Si apre,così, la TUA DI FINESTRA, quella del tuo cuore. Mentre osservi un albero fiorito, arriva all’istante l’immagine sovrapposta dolce e serena del viso della tua compagna. Lo scenario che si appare è fatto di sole, del suo sorriso, di nuvole bianche in un cielo terso, dei figli. In un angolo di prato, poco distante ci sono erbacce e rovi di spine che ti ricordano le angosce, le tristezze e le tante tue inquietudini. In un solo attimo scorre come un fiume in piena il film della tua vita, a colori e in bianco e nero. Sono momenti che si alternano dove i battiti del tuo cuore vengono ritmati dalle tante emozioni. Ti assale quel desiderio di calore, di amore, di un tenero abbraccio, di una carezza innocente, di un sorriso consolatore. Sono cose che senti ma non vedi, eppure ci sono, sono palpabili ma invisibili, forti ma lontane. E così hai la consapevolezza di aver smarrito tutto ma non perso per sempre. Ti soffermi un istante. L’istante diventa interminabile. La tua vita si proietta sullo schermo della mente, si dilata, si amplifica meticolosamente sugli istanti a te più cari e meno cari.

Le parole sagge di tua madre, il suo volto in avvicinamento come una nave spaziale che torna alla sua base per poi dileguarsi di colpo nel blu pieno di stelle. La figura di tuo padre appare illuminata di bianco, è lucente. Odora di saggio permanente. Sono emozioni e ricordi che vengono dal passato: oggi più vivi e più presenti. Rimarranno per sempre dentro di te. Vivo in un continuo cambio di immagini, da quelle più care che si alternano velocemente, a quelle più lontane, a quelle che ti mancano di più. I colori vivaci dell’arcobaleno sono quelli che a volte ti danno forza e ti aiutano a sperare. Cambiare rialzarsi e camminare, ti appaiono nella forma di calore e amore. Tendo la mia mano teneramente a te, nella ricerca dello sguardo familiare dei miei figli. Getto un’ ancora di cuore verso di te, nel tuo cuore, con amore. Tu compagna di gioia e dolori, tristezza e sorrisi, sei la fiamma eterna, ardente che non si spegnerà mai. MAI. La finestra del mio cuore è energia vitale dell’anima, è guardiana perenne del cuore. La mia cara e semplice finestra diventa scrigno dei miei segreti, dei tesori della mia anima, delle mie aspettative e speranze. E’ una forte e lodevole compagna, colei che ti da forza e coraggio. La forza di aprirla la tua finestra, quella del tuo cuore.

 

POESIA

L’ALBA di Luigi

Era una sera afosa di agosto

l’alta marea proiettava violentemente le onde sopra gli scogli.

Un lieve alito di vento echeggiava

nel mentre si elevavano profumi d’ altri tempi.

Il torpore del buio andava svanendo, mescolandosi con l’azzurro tenue del cielo

All’istante un pescatore gettava le sue reti

un gabbiano cantava le sue melodie all’astro nascente

e le nuvole, danzando, le toglievano il velo.

Imperioso il suo viso

raggiante

rassicurava la spiaggia deserta

continuando il suo cammino verso la meta che gli competeva.

Tutt’intorno come in una fiaba melodica

i suoni e i colori si prendono per mano

fanno parte degli autori di natura

Con il suo scudo dorato impartisce le discendenze divine

disegna i confini tra mare e cielo

All’orizzonte vano il tentativo di un brusco grigio

che lui sovrano lo scansava nell’immediato.

La creazione fece il suo ingresso e tutte le note furono accordate

regnarono serenità e pace come in un mondo di elfi e fate.

Ed ecco giunta l’ora

in un sol minuto l’inizio del giorno fu compiuto.


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