Premiazione del Concorso Poetico Nazionale Isabella Morra 2013

Leonardo Da Vinci- La Scapigliata Concorso Poetico Nazionale Isabella Morra 2013

Leonardo Da Vinci- La Scapigliata Concorso Poetico Nazionale Isabella Morra 2013

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Premiazione del Concorso Poetico Nazionale Isabella Morra 2013, locandina

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Premiazione del Concorso Poetico Nazionale Isabella Morra 2013, locandina

Cerimonia di premiazione

9 giugno 2013 ore 10
Teatrino di Corte della Villa Reale di Monza
Viale Regina Margherita, Monza

Il Premio letterario Isabella Morra 2013, alla sua terza edizione, ha avuto la partecipazione di molti testi di grande pregio e altissima qualità, per la giuria è stato un arduo compito sceglierne solo alcuni: la lettura è stata per noi tutti intensa e ricca di emozioni.

Quest’edizione ha avuto come tema la follia: forza creatrice, liberatoria, onirica, distruttiva che corrode l’anima ma anche salvifica. La follia che è in ciascun essere: ecco una delle valenze emerse dalle poesie pervenute. Desidero ringraziare quanti hanno partecipato e continuano a credere nella forza profonda del messaggio poetico e dell’arte.

Maria Alberta Mezzadri
Presidente di giuria
Premio Isabella Morra

Le poesie premiate

1° PREMIO

IL TUO NOME È FOLLIA

di Mirella de Cortes


Un destino stonato ora ci unisce
non so chi sei
eppure… stiamo insieme.
Tu, subdola, indiscreta,
ruvida carezza dentro il mio pensare
danzi sulla mia lingua
come fiamma
come ferita aperta, come piaga
e mi cammini affianco
muta
rubando i sogni e rovistando in cuore.
Lo so chi sei e qual è il tuo nome
malattia
tu sei il mio tempo andato
e appesa al cielo sto
figlia bastarda di una stessa luna
io zingara
io schiava
io stracciona
fantasma di me stessa
eppure … viva.
Lo so chi sei e qual è il tuo nome
malattia …
e maledico cento e mille volte
questo silenzio e il nulla, miei compagni
loro, mi troveranno morta, una mattina.
Scivola così questa mia sorte
la accetto, mio malgrado, a capo chino
sputo per terra i miei peccati …
e non c’è un Dio
a riscrivermi il destino.


2° PREMIO

UNA LEGGERA CORTINA

di Nicoletta De Lucchi


Una leggera cortina di fumo divide il senno dalla
follia.
Un respiro profondo e si dissolve.
Estraneità apparente
diventa
unione consapevole.

Per fortuna sono folle tutti i giorni.
Così il mio giorno è un gioco.
Di notte, invece, ho da sognare.


3° PREMIO

I BEVITORI DI LUNA

di Fulvio Bella


Le notti in cui brilla, la luna,
in un luogo che dirvi non posso,
che ho scoperto per pura fortuna,
tutta intera si specchia in un fosso.

E allora s’avviano i bevitori,
dalle Grange, da Castes, da Chiosso
e pensando a tempi migliori,
raggiungono l’acqua, là, oltre il dosso;

inginocchiati sull’erba e sul prato
con le mani a forma d’imbuto
bevon la luna, tutta d’un fiato,
se la bevono in un solo minuto.

Ma più la bevono, più lei si riforma
ed è questa la vera fortuna
perché è bello seguire poi l’orma
di chi va ubriaco di luna.


MENZIONE SPECIALE

CASSANDRA

di Sonia Rossi


Lo comprendo ogni sera quando il sole tramonta sui tetti d’ardesia,
lo sento nel buio sipario di silenzi che s’accucciano imbarazzati
ai piedi del mio torpore, lo dimentico ad ogni alba alta sui tetti che crolla
dentro il ciborio della mia fame:

le sacre virtù s’appiccicano alle mani irrequiete che percorrono
le vertebre del mio destino.

Sarà forse domani o più in là, nella piazza del mercato:
la nave carica di schiavi prigionieri di una guerra giusta
solo per i vincitori vomiterà carni vendute

ad espiare le colpe dei macellai. Troverò posto tra le loro piaghe,
mi nutrirò della loro vergogna,
chiuderò gli occhi alla schiava morta che rantola nel mio letto
e mi farò pesare frugare schernire senza un suono
perché ogni silenzio ha le sue verità.


MENZIONE SPECIALE

LASCIAR LA VITA

di Giulia Occorsio


Andrò dove il tempo non segna orologi e le clessidre,
sentinelle d’oro, non luccicano mai dolenti attese.
M’inoltrerò nel melograno della resurrezione
tessendo voci e sembianze, sudario senza filo
serbando il raccolto migliore, inossidabile aratro d’amore.
Non rinnegherò il ballo senza invito
cullata dal silenzio della mia anima mite e ribelle
indifesa contro la morte adombra di torpore
muta dinanzi al mio quieto ardore.
Cercherò nell’ultimo respiro, senso di nemesi annunciata
strappando la benda che non vorrò sugli occhi
sorriderò piangendo lacrime di gioia
consegnando armi che non fanno ritorno.
Senza vittoria, né sconfitta, soltanto compimento di verità svelata,
porfido di irraggiungibile scalpello, così amerei lasciar la vita.


MENZIONE SPECIALE POESIA GIOVANE

UN FREDDO GITANO

di Elisabetta Giuliani


Questo cazzo di freddo gitano
che parte e ritorna,
che si piazza dove gli pare,
oggi s’annida
un po’ dentro, un po’ fuori dalle mie ossa.
I gitani non conoscono confini.
Questo freddo del cazzo
non sa nemmeno in che giorno siamo.
Lui si mette proprio lì, senza riflettere,
prima sui peli,
poi sui vetri sporchi degli uffici
poi tra le maniche elettrizzate dei maglioni.
E non so per quale magia nera gitana
dalle cose, poi, il freddo passa
sotto il guscio dell’anima mia.
E da lì non si muove più.
Si deposita e rosica dentro
e mi mangia quel po’ di calore che resta.
Sto cazzo di freddo gitano
che non si capisce dove sta di casa,
è cannibale di cose umane.
Di cose vaghe e calde,
come ciò che di me rimane
in fondo a una giornata come questa.
Tu che vuoi passare
e che non mi passerai mai,
come una febbre tu sei
che riempie gli occhi.
Oltre le cose non guardo e non esisto.
Perché la febbre mia si annida qui
e non oltre.



Sanquirico e poesia
SEZIONE FEMMINILE

1° PREMIO

OH CRIME

Perché vai a trovare tutti i bambini della terra
sia giovani che vecchi
sia ricchi che poveri.
Tu non hai riguardo
crimine
guarda cosa mi hai combinato.
Quando arrivi tu causi sofferenza.
Crimine
provochi divisioni
mariti da mogli
dividi padri dai propri figli
fratelli e sorelle
e da tutti gli amici.
Oh crimine!
Prima di conoscerti stavo bene
poi hai fatto si che mia famiglia mi lasciasse.
E in cambio mi hai dato sofferenza e dolore.
Crimine
mi hai fatto diventare nemica della legge
e delle autorità
facendomi perdere gli amici.
E quando mi guardo indietro
ti vedo sempre lì,
tu sei nemico della pace tra gli uomini.
Crimine
io ti ho per sempre
e tu sei
il mio peggior nemico.


2° PREMIO

OH VENTO

Oh vento, vento che soffi forte e violento
Oh vento non correre più
Oh vento voltati indietro
Ti lasci alle spalle rami spezzati

Oh vento che non chiedi perdono
Oh vento che hai distrutto la costa est
Che hai seminato lacrime di pioggia
Fermati!
Resta tranquillo
così che noi possiamo essere felici.
Oh vento, bel vento


3° PREMIO

MI HAI CAMBIATA

Sempre ho pensato
che la libertà
era una cosa normale

però la vita
mi ha fatta cambiare

adesso qui dentro
con tutte queste sbarre
con la mancanza di affetto
vedo che è una cosa
fondamentale.

Libertà non è avere ali
e spiccare il volo
non è neanche poter correre
all’infinito senza voltarsi indietro
libertà non è lasciare che altri
decidano per te.

Libertà è solamente
un grande motivo
per non sbagliare
e restare per sempre
vicino a chi ami …



Sanquirico e poesia
SEZIONE MASCHILE

1° PREMIO

NOTTE

Vieni a me strepitosa.
Vieni a me desiderosa.
Vieni a me nella beata notte.
Vittoriaspade, tempiodonna
tu nella seta.
Così selvaggia, così nuda.
Di perle le tue braccia,
di latte la tua pelle.
Voglio immergermi di te.
Scovare il nostro nascondiglio.
Mostrami le figure antiche delle grotte.
Dammi Leopardi accanto al nostro giaciglio.
Coppevino e frutti sconosciuti al mondo
oro di tesori insanguinati
vascelli nello spazio
manda in estasi il mio urlo.
Continuerò ad afferrarti!
Voglio sia incessante il desiderio di te
sei così piacevole in occhi di passione,
i tuoi capelli tracciano nel vento, plasmati, e flessuosi
disegnando scie di luce
Amoreguerra, i miei occhi nei tuoi
Occhioserpente, occhiverde
notte segreta, camminiamo sul mare io e te
camminiamo fino a dissolverci e sparire nell’aurora.
Era di te la fresca sorpresa
Era di te l’amore infinito
Era di te il miracolo della luna
Sai essere così intrigante e non posso fermare l’amore
mia amata notte.


2° PREMIO

VIA SANQUIRICO N. 9

Che bel tempo fuori
è ottobre
ma noi siamo qua
a passare giornate inutili
tra un carrello che passa e ripassa
tutti giorni con la chimica addosso.
Ed io che mi chiedo.
Quando uscirò?
Se mi domanderanno – quanti anni ti sei fatto? –
Risponderò: ho solo dormito.


3° PREMIO

Ma io sono vivo

Non mi hanno chiamato al colloquio
Forse mi hanno dimenticato
Ma io sono vivo
E aspetto …


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