La Musica delle Parole, 18 novembre 2009

Musica Parole illustrazione

La musica delle parole
Reparto di Ematologia Pediatrica
Mercoledì 18 novembre 2009 – quinto appuntamento

Diario

Una poesia è fatta anche di silenzio… una parte di silenzio si trasforma in parole e una parte resta silenzio. Perciò intorno ad ogni poesia resta il grande margine della pagina bianca.

Il silenzio

Ho conosciuto il silenzio
delle stelle e del mare
il silenzio dei boschi prima
che sorge il vento di
primavera…

Edgar Lee Masters

Quindi bisogna imparare a leggere anche gli spazi bianchi. Questo vuol dire che là dove sono segnati, bisogna fermarsi e lasciare che, come da un’apertura improvvisa, il silenzio entri e ci sommerge come un fiotto d’acqua. E quando leggeremo le parole che seguono, ci appariranno più importanti e ci accorgeremo di come il poeta le ha scelte ad una, ad una, con cura, di come ciascuna di esse sia preziosa. Poiché le parole sono circondate da silenzio, è come se la loro eco continuasse a vibrare in quel silenzio.

Donatella Bisutti, da La poesia salva la vita

Il tema di oggi è il silenzio.
Incontro Alessandra, Daniele, Josef, Luca

La casina sulla luna, disegno-poesia

La casina sulla luna, disegno-poesia


Il silenzio, l’apertura verso il mistero
L’uomo del faro esce con la barca, scruta, perlustra, va verso l’aperto…

Mario Luzi
Musica Parole, illustrazione

Urluberlù

URLUBERLÙ… ladro di suoni

Urluberlù, perfido mago
una mattina così per svago,
un brutto scherzo decide di fare…

E pensa, pensa, nel suo castello,
tanto che quasi gli fuma il cervello,
gli sfuma il cervello, gli scoppia la testa,
senza uno scherzo certo non resta.

«Un gran dispetto mi devo inventare’»
si dice il mago nel suo pensare
«così che dubbio non vi sia più,
il più cattivo è Urluberlù».

Pensa di giorno e pensa di sera,
pensa e ripensa in ogni maniera,
cento e un dispetto gli vengono in mente:
son poco cattivi, non ne fa niente.
Dopo tre giorni, tre notti e tre ore
all’improvviso ha un tuffo al cuore:

«Ecco ho trovato, di più non si può,
dal mondo i suoni io ruberò»

Tiziana Ferrando


Le parole si nutrono di silenzio. Nella brezza leggera la voce di un sottile silenzio

Alessandra è molto timida. Le illustro alcune immagini di natura, di luoghi, di persone, di animali. Le parlo del silenzio della poesia, dell’incantesimo del silenzio quando ha voce. Alessandra mi ascolta, attentamente. Mi chiede di rivedere un’immagine in particolare: quella di un cagnolino che corre sul prato. Il suo sguardo si illumina. Mi racconta con gioia del suo pastore tedesco Axel. Decide di scrivere la sua prima poesia.
Musica Parole, illustrazione

Axel

AXEL

Ho conosciuto il silenzio di questa stanza
dove ho incontrato i miei pensieri
che sono andati sempre al mio caro Axel.

Axel è un grosso pastore tedesco.
Oh, se lo avessi con me lo accarezzerei!

E mentre lui si sdraia e tira su le zampe
io gli direi:

«Axel portami via con te
portami a Soverato, portami al mio mare.
Tuffiamoci nelle sue acque blu come d’estate.»

E i miei ricordi vanno alle nostre corse
sulla spiaggia
mentre mi Axel mi rincorre schizzando dappertutto
l’acqua del mio mare, del mio mare di Soverato.

Alessandra, 13 anni


Il fiume fermo nella sua pelle luminosa
aggricciata dal controvento
…chi sa come mi lascia il tuo silenzio…

Mario Luzi

Josef sceglie i versi di Mario Luzi perché parlano del fiume. L’immagine proposta del dipinto di Vincent Van Gogh gli è piaciuta molto, non so se gli ricordasse qualcosa in particolare. Posso dire di certo che ha comunicato più delle altre con Josef.

Notte stellata sul Rodano Vincent Van Gogh - Musee d'Orsay - Parigi

Notte stellata sul Rodano Vincent Van Gogh – Musee d’Orsay – Parigi

Il fiume fermo nella sua pelle luminosa
e in lontananza la mia piccola barca
dove sono con la mia mamma Joy.

È sera!

Nel cielo infinite stelle
che illuminano le acque del fiume.

Vedo il paradiso con tanti, ma tanti fiori
e sento dentro di me tanta felicità.

Abbraccio la mamma Joy
fortissimo.

«Mamma Joy
guarda quel bellissimo fiore azzurro!»

Il nostro viaggio continua
verso l’Italia.

Josef anni 13


Nicolò è arrivato solo ieri. Oggi è il suo primo giorno di ospedale. Insieme alla sua mamma mi legge la filastrocca che i suoi amici gli hanno scritto, rigorosamente in dialetto: Anva a truà al Nicolò. Mi parla delle montagne a punta di Chiavenna, delle scalate fin sulla cima. Di quanto l’aria sia fresca e pulita, dei colori brillanti della sua Chiavenna. Nicolò scrive la sua prima poesia.

Musica Parole, illustrazione

Le montagne di Nicolò

Il silenzio delle mie montagne

È una bella giornata di piena estate
con tanti colori vivaci

in fondo allo sguardo
le mie montagne di Chiavenna
con le loro punte più affilate.

Sembrano toccare l’azzurro del cielo!

Sono lì, con i miei tanti amici
mentre mi arrampico sul fianco del Suretta.

Mi arrampico su, sempre più su
dove l’aria è fresca, sempre più fresca.

Nicolò, 13 anni


Daniele si è svegliato dopo quasi tre giorni febbre altissima. Oggi sta meglio. Mi ascolta mentre gioca con il suo inseparabile video-giochi. Continuo a parlargli quando, ad un tratto, mi interrompe chiedendomi di rivedere il dipinto di Vincent Van Gogh. Lo guarda con attenzione. Gli ricorda un quadro che è in camera da letto dei suoi genitori. Mi sottolinea che i colori e le luci sono simili al grande quadro della mamma. La zia mi conferma dell’esistenza del quadro: raffigura la città di Rio De Janeiro.
È l’incipit per una nuova poesia.

Senza titolo

Io, nel lettone della mamma
quanto mi sento al sicuro!

Guardo il grande quadro sopra di me
è Rio De Janeiro di notte
coi suoi colori dagli azzurri ai gialli.

Mi lascio coccolare
fra la mamma e il mio papà.

Mi addormento mentre accarezzo
l’orecchio della mia mamma
e sento più forte il suo profumo.

Che buono il profumo di mamma!

È dolce e mi dà sicurezza.

Daniele, anni 8


Daniele mi legge un testo che ha scritto qualche tempo fa sul suo nemico Bactrim

Il mio nemico Bactrim

C’era una volta
una tranquilla e allegra famiglia
che abitava sulle rive di un fiume
in un dolce paese.

Ma un bel giorno
il cucciolo di famiglia si ammalò
e dovette andare in ospedale.

In questo ospedale c’erano belle suite
bravi dottori, dolci infermiere
e un cibo insolito e monotono.

Purtroppo arrivò sabato
il giorno malefico del ‘Bactrim’.
In vari modi l’ho provato
ma sempre vomitato.

Orribile!

Dopo tanti svariati tentativi
all’ultima possibilità
eccola la via giusta: Nutella e Bactrim.

Una bella coppia
come gusti che ne dite?

Ma finalmente, dopo tante sttimane,
la terapia finì e con quella anche
la brutta compagnia del Bactrim.

Sapete che fine ha fatto il Bactrim?
È volato giù dalla finestra.

Che gioia!

Daniele, anni 8


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