Progetto: Laboratorio teatrale

Progetto Laboratorio teatrale: Le donne che hanno perso una guerra

Zeroconfini Onlus promuove un progetto laboratorio teatrale nella Casa Circondariale Sanquirico Monza:

Le donne che hanno perso la guerra: memorie da una città distrutta

Lo spettacolo, per la regia di Luisa Gay, sarà rappresentato il 25 maggio 2013 a Monza — Liceo Classico Zucchi

Questo progetto, destinato alle donne che sono in carcere, considera il forte valore che l’esperienza teatrale può portare loro senza pretese terapeutiche o educative: semplicemente l’emozione e la bellezza, attraverso un percorso in cui possono mettere in luce le loro capacità espressive e di apprendimento.

Partire dal teatro classico può sembrare una sfida ma, riflettendo proprio sul teatro greco, ricordiamo che non era pensato per un’élite di intellettuali ma per il popolo che si accalcava nei teatro all’aperto partecipava intensamente alla performance.

Le Troiane, Euripide

Le Troiane, Euripide

Emozioni forti, passioni elementari come l’amore e l’odio, la vendetta e il perdono, la pace e la guerra, sono in gioco, da Eschilo a Euripide…

Le donne che hanno perso la guerra — Memorie da una città distrutta

Nella tematica de Le Troiane troviamo molti spunti interessanti. Sono donne prigioniere, hanno perso la guerra, e il loro destino è in mano ad altri. Sono donne sradicate: presto saranno imbarcate a forza sulle navi che le porteranno in un paese che non è il loro.

Sono donne sole, che hanno perso i loro affetti, mariti, padri, figli, sorelle, travolti dalla guerra. Tuttavia non sono “colpevoli”, è la sorte che le ha messe in questa condizione… e questo è l’approccio psicologico giusto perché una donna in carcere non ha voglia, credo, di ascoltare prediche: se poi arriva una riflessione sul giusto e l’ingiusto, dev’essere spontanea.

Euripide [Wikipedia]

Euripide [Wikipedia]

La tragedia di Euripide ha un finale aperto: queste donne, che raccontano la loro storia, le lasciamo sulla spiaggia, in attesa di imbarcarsi, piene di ansia e di dolore… a questo punto, il laboratorio teatrale dovrebbe avere una svolta creativa: le allieve dovrebbero inventarsi, per ciascun personaggio un finale , cioè “cosa succederà quando arriveranno”. (Avranno fortuna? Sfortuna? Si rifaranno una vita? Fuggiranno? Si perderanno?) e teatralizzare questo sequel, non necessariamente “politicamente corretto”, e indipendente dalla storia che racconta la tradizione, con modi e linguaggi diversi. Usare indifferentemente l’italiano o la lingua madre delle donne straniere, è possibile: nel corso della rappresentazione si proietteranno dei sottotitoli.

Il testo di Euripide, tradotto e trattato per dare voce non solo a Ecuba, Cassandra, Elena e Andromaca, ma a tutte le donne del “coro” e, per inserirsi in un tessuto di musica e movimento, proprio come il teatro delle origini, può essere messo in scena attivando anche un laboratorio di costumi, per le donne che non desiderano stare sulla scena, ma partecipare comunque al progetto.

SCHEDA OPERATIVA

Asger Jorn - Il fiore del male (1946)

Asger Jorn – Il fiore del male (1946)

Lo spettacolo finale prevede un gruppo al massimo di 20 persone, di cui almeno 6 con una discreta conoscenza dell’italiano, in grado di studiare un testo scritto. L’età non ha importanza: i quatto ruoli di Ecuba, Andromaca, Cassandra ed Elena prevedono però due donne tra i 30 e i 40 anni, una decisamente anziana, una giovanissima.

Testi e battute dell’originale di Euripide non saranno però affidati a lunghi monologhi di queste quattro persone, ma distribuiti come “voci delle altre donne” su diverse persone. A tutte le allieve verrà data, oltre al testo, una “scheda” relativa a ogni personaggio, in cui le vicende vengono riassunte in un linguaggio chiaro ed accessibile. La cadenza delle lezioni, di 2 ore e 30 ciascuna, sarà settimanale, per un semestre. Il primo incontro sarà un laboratorio di 3 ore, in cui ogni allieva avrà modo di esprimersi con appositi esercizi di improvvisazione guidata, e decidere se- e in che veste, (recitazione, movimenti corali, assistenza alla regia, fonica, etc..) partecipare al progetto.

Comunità Europea, per uno scambio: teatro “mediterraneo”, esportato da noi, e teatro “mitteleuropeo”, importato da loro. Si creerà un circuito girando un cortometraggio, o un video dell’esperienza e dello spettacolo.

Zeroconfini Onlus

La Presidente
Antonetta Carrabs

Le attività di Teatro nelle carceri:

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